I cannabinoidi possono essere ampiamente utilizzati in ambito terapeutico grazie alla loro interazione con dei recettori specifici ampiamente diffusi nel corpo umano; queste sostanze danno pertanto effetti che riguardano l’analgesia, il rilassamento muscolare, l’immunosoppressione, l’infiammazione, la regolazione della pressione intraoculare, l’emesi, l’attività antitumorale, la neuroprotezione, la stimolazione dell’appetito, fino al miglioramento dell’umore.

La ricerca clinica attuale ha come obiettivo quello di sfruttare l’efficacia di queste sostanze contro il dolore cronico e i disturbi neurologici, mentre gli antagonisti dei recettori dei cannabinoidi sono oggetto di studi medici per combattere obesità e dipendenza da nicotina; a questo si aggiunge la loro potenziale utilità per il trattamento della dipendenza da alcool ed eroina, schizofrenia, condizioni di bassa pressione sanguigna, malattia di Parkinson, disturbi della memoria nel morbo di Alzheimer.

RUOLO ANSIOLITICO del Cannabinoide.

Per quanto riguarda il rapporto tra la cannabis e l’ansia si possono avere due diversi effetti: in alcuni casi i cannabinoidi portano alcune persone a liberarsi da ansie, preoccupazioni e paure, generando fiducia e buon umore, in altre invece possono provocare reazioni opposte con lievi preoccupazioni fino a stati di negatività e agitazione. Questo è dovuto al fatto che molti dei recettori a cui si legano i cannabinoidi si concentrano nell’amigdala, la parte del cervello che gestisce le emozioni ed in particolar modo le nostre reazioni a paura, stress e paranoia, in particolare uno studio effettuato su cavie ha messo in evidenza come bassi dosaggi diano effetti anti-ansia.
Uno studio più recente ha confermato questa ipotesi consentendo di concludere che bassi dosaggi di cannabinoidi riducono l’ansia, alti dosaggi possono incrementarla.
Il cannabinoide più efficace per l’ansia e patologie ad essa associate, come la sindrome da disturbo post traumatico o il disturbo ossessivo-compulsivo, è il CBD.